A Villa Aprica, si promuove la prevenzione al tumore del colon-retto

La prevenzione è un aspetto molto importante ed è ciò che, all’interno del Servizio di Endoscopia digestiva dell’Istituto Clinico Villa Aprica di Como, viene promosso e portato avanti quotidianamente, soprattutto relativamente al tumore del colon-retto. 

“Le attività di screening - spiega il dottor Marcello Scarpis, responsabile del servizio - sono iniziative promosse in tutta Italia dalle ASL, per aiutare il cittadino a prevenire questa problematica più che mai attuale. Il Centro Screening dell’ASL invita i cittadini con età a rischio a effettuare la ricerca del sangue occulto nelle feci e, in caso di positività, programma un colloquio con il medico che valuta se sottoporli a una colonscopia, esame strumentale molto efficace nell’individuare l’eventuale presenza di polipi. Attualmente, la percentuale di riscontro di polipi nei pazienti positivi alla ricerca del sangue occulto nelle feci si aggira intorno al 60%, ovvero quasi 2 soggetti su 3”. 

“I polipi - continua - sono tumori benigni che, in 1 caso su 10, potrebbero degenerare in cancro. Per questo è importante la diagnosi precoce, che è la nostra alleata migliore nella lotta contro il tumore al colon-retto. La prevenzione di questa patologia sta trovando sempre più ampia diffusione, soprattutto nei paesi occidentali, e per noi, a Villa Aprica, rappresenta una missione che quotidianamente riusciamo a portare avanti con successo. Se durante la colonscopia vengono individuati polipi, lo step successivo consiste nella loro totale rimozione; tramite l’utilizzo di un elettrobisturi procediamo alla loro asportazione, che è totalmente indolore e quasi sempre immediata. Recuperato il polipo, lo si manda in laboratorio per esaminarne la tipologia. Se il polipo è benigno, con l’asportazione non sono più necessari ulteriori trattamenti e si stabiliscono i controlli successivi a uno, a tre o a cinque anni. Anche nei casi non frequenti in cui il polipo fosse già cancerizzato - con resezione effettuata a distanza sicura, a condizioni anatomiche favorevoli e non particolarmente invasive - la terapia termina spesso a resezione avvenuta. In alcuni casi, per maggior sicurezza, si procede con un intervento chirurgico di asportazione del tratto di intestino interessato”. 

“Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti - conclude Scarpis - e, per questo, continueremo a promuovere la prevenzione per una diagnosi più accurata e precoce e un trattamento efficace e definitivo alla patologia”. 

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