Cancro del colon-retto: come prevenirlo in maniera efficace

Il cancro del colon-retto è il tumore più diffuso in Italia, il secondo più comune nelle donne e il terzo negli uomini. La partita della prevenzione si gioca soprattutto seguendo uno stile di vita salutare e che si traduce in dieta povera di grassi e ricca in fibre, riduzione di alcol, eliminazione del fumo, attività fisica. A partire dall’età di 50 anni è importante anche sottoporsi ai controlli regolari previsti dalle campagne di screening, considerando anche che il cancro del colon-retto è ad incidenza familiare e, per motivi genetici, ereditabile.

“Il test di screening si effettua tramite l’esame delle feci e, qualora questo evidenziasse la presenza di sangue non visibile ad occhio nudo, sarebbe indispensabile eseguire una colonscopia, spiega la dottoressa Doris Mascheroni, primario di Medicina e Oncologia dell’Istituto Clinico Villa Aprica​ di Como. Questo esame permette di evidenziare lesioni dell’intestino che non per forza devono essere tumorali anche con la presenza di sangue nelle feci: la microscopica perdita ematica può infatti essere dovuta a emorroidi, ragadi, ulcerazioni, diverticoli o polipi oltre che a masse neoplastiche. La presenza di un polipo, ad esempio, evidenziata con l’esame delle feci e poi con la colonscopia risulta essere una diagnosi precoce anche salvavita. Alcune tipologie di polipi, come quelli adenomatosi, sono tumori benigni dovuti al proliferare delle cellule della mucosa intestinale, che impiegano mediamente tra i 2 e i 10 anni per trasformarsi in forme maligne. È in questa finestra temporale che lo screening consente di fare una diagnosi precoce ed eliminare i polipi prima che abbiano acquisito caratteristiche pericolose, riducendo la mortalità per tumore al colon-rettale di almeno il 20%”.

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