Giornata del Sollievo: incontro sulla dimensione psicologica del dolore in Oncologia

In occasione della Giornata nazionale del Sollievo si terrà martedì 30 maggio alle ore 20.30 presso l’Istituto Clinico Villa Aprica un incontro gratuito dal titolo “La dimensione psicologica del dolore: presa in carico dei malati e dei familiari”.

L’evento, organizzato dal Servizio Oncologico di Villa Aprica (responsabile dott.ssa Doris Mascheroni), è a ingresso libero e si svolgerà nella Sala Consiglio (5° piano della Clinica).

«In Italia la “cultura” del dolore e della sofferenza non è adeguatamente maturata, almeno non quanto la cultura della prevenzione, della terapia, della riabilitazione – spiega la dott.ssa Mascheroni – È accettata l’idea che dolore e sofferenza debbano inevitabilmente accompagnare le storie naturali di alcune malattie, come per esempio il tumore, o di situazioni fisiologiche come il parto. L’educazione sanitaria deve prevedere anche un mutamento di valutazione da parte dei pazienti, dei loro familiari, degli operatori sanitari, della gente comune: il dolore “inutile” va combattuto ed eliminato, perché ognuno ha diritto al raggiungimento e al mantenimento di una qualità di vita buona, o almeno accettabile, e soprattutto al mantenimento della propria dignità. La sofferenza psicologica va gestita, contenuta, supportata».

Spesso la sofferenza causata da disagio e malattia alimenta un circuito che sfocia in un senso di impotenza del malato e del proprio “entourage” affettivo.

«Una delle chiavi che possono sbloccare questa situazione è rappresentata dal riconoscimento delle proprie emozioni e dall’attivazione delle risorse interiori – dice Stefania Balzaretti, counselor di psico-oncologia e operatrice del Metodo Simonton – Attraverso l’utilizzo di strumenti quali l'ascolto attivo, la comunicazione efficace, la trasformazione delle credenze malsane, il processo dell'immaginazione e la meditazione, il malato svolgerà un ruolo attivo nel proprio processo di cura, così come le persone care che potranno rappresentare un sano supporto».

Ogni dimensione della malattia oncologica deve essere tenuta in debita considerazione, in quanto le sue conseguenze hanno spesso avere una ricaduta negativa su tutte le sfere della vita del paziente, da quella psicologica a quella sociale.

«Un’attenzione empatica verso la sofferenza – sostiene la dr.ssa Maria Gabriella Anania, psicologa psicoterapeuta – non potrà certo modificare quelle che sono le basi biologiche della malattia, ma potrà costituire un potente elemento di supporto: il sollievo è sempre possibile. Può essere raggiunto grazie a nuovi e sempre più efficaci farmaci e terapie che possono affrancare dal dolore fisico, ma anche attraverso una cura umana fatta di attenzione, di ascolto e di amore per far sentire il malato ancora e sempre individuo, persona, avente una propria dignità, nella vita, nella malattia e nel fine vita».

Lo diceva già Rousseau: bisogna guarire non la malattia ma il malato. Infatti esiste una realtà di malati cronici, disabili, anziani non autosufficienti ai quali è doveroso prima di tutto alleviare le sofferenze.

«Occorre far prevalere l’obiettivo di curare su quello, talvolta velleitario, di guarire – conclude la dott.ssa Mascheroni – La Giornata del Sollievo è solo un’occasione, una delle tante “giornate” con cui qualcuno intende richiamare tutti noi a una qualche riflessione sul nostro mondo. Ben venga un richiamo, così discreto ma anche così forte, perché gli ospedali, pur rimanendo (come li definiva Claude Bernard, il teorico della medicina sperimentale) delle “fabbriche della salute”, siano soprattutto dei luoghi di cura».

GIORNATA NAZIONALE DEL SOLLIEVO
X