Il rischio di trombosi come conoscerlo e prevenirlo

La trombosi è la formazione di un coagulo all’interno di un vaso sanguigno: in un vaso venoso periferico, per esempio gli arti inferiori, il trombo può staccarsi e attraverso il torrente sanguigno arrivare ai polmoni, creando l’embolia polmonare. Se invece il trombo si forma in un’arteria del cuore o del cervello può provocare infarto o ictus, spiega la dottoressa Doris Mascheroni, primario di Medicina e Oncologia dell’Istituto Clinico Villa Aprica di Como. L’immobilità predispone alla trombosi venosa, mentre ipertensione, diabete, ipercolesterolemia a quella arteriosa.

È importante per proteggersi e prevenire questi eventi seguire un corretto stile di vita per quanto riguarda alimentazione e attività fisica, oltre a controlli medici per chi soffre delle malattie che possono favorire la trombosi. Ma il dato abbastanza recente e importante è che esiste una predisposizione genetica in alcuni soggetti che li rende più a rischio di avere una coagulazione eccessiva, la cosiddetta trombofilia.

Se l’ipercoagulazione è di natura genetica significa che nel soggetto esistono uno o più geni mutati, ereditati da uno o da entrambi i genitori, e che questi sono determinabili con un semplice esame del sangue che però deve essere prescritto da uno specialista. I geni indagati per valutare una loro eventuale mutazione cioè alterazione sono quelli deputati alla formazione dei fattori di coagulazione. E sono il fattore V di Leiden, il fattore II della coagulazione (protrombina), gene MTHFR ed il PAI 1 4G/5G.

Essere a conoscenza di possedere un quadro genetico a rischio per l’insorgenza di trombosi ed embolie consente di intervenire adottando appropriate misure terapeutiche e di monitoraggio, prevenendo cosi i gravi eventi che questo quadro clinico potrebbe causare.

Per chi ha la tendenza genetica ad una esagerata anomala coagulazione del sangue assumere “la pillola” o la terapia ormonale sostitutiva dopo la menopausa può essere pericoloso per la circolazione, esattamente come fumare o fare voli aerei superiori a due-tre ore. Persino la gravidanza per questi soggetti è un “fattore di rischio” in quanto già di per sé gli ormoni aumentano il rischio di formazione di trombi: cosi è più facile andare incontro ad aborti per chi è trombofilico. Ma tutto questo è risolvibile con pochi accorgimenti: importante è sapere di avere questa anomalia genetica e porvi rimedio.

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