La gestione del dolore del paziente nel percorso chirurgico

L’anestesista è una figura fondamentale all’interno dell’équipe medica, che accompagna il paziente durante tutto il suo percorso chirurgico. Il dottor Andrea Pizzi, primario dell’U.O. di Anestesia e Rianimazione all’Istituto Clinico Villa Aprica, spiega le principali tecniche anestesiologiche utilizzate in sala operatoria: “Si parte dall’anestesia locale, utilizzata anche in ambito ambulatoriale, che consiste nella somministrazione di un anestetico in prossimità di un nervo o di un tessuto in grado di interrompere le informazioni che, da questo, raggiungono il cervello. L’anestesia plessica, sempre locale,invece, prevede la somministrazione di anestetico, in volume e concentrazioni variabili, e disattiva in maniera reversibile alcune strutture nervose.

L’anestesia spinale prevede, ad esempio, la somministrazione di anestetico ad alta concentrazione e con un peso specifico variabile all’interno del liquido cefalorachidiano. Questa tecnica dà la possibilità al chirurgo di eseguire interventi agli arti inferiori e a determinati distretti addominali. Le controindicazioni sono il numero di piastrine ridotto e le alterazioni dei tempi di coagulazione. Queste procedure vengono proposte solo a pazienti adulti e collaboranti”. 

“Nei casi controindicati e per alcuni interventi - conclude Pizzi - si procede con l’anestesia generale, tecnica ancora oggi molto valida che prevede l’utilizzo di oppiacei, ipnotici e miorilassanti”. 

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