Menopausa: guida alla diagnosi e ai trattamenti

“La menopausa - spiega il dottor Diego Riva, specialista in ginecologia e urologia all’Istituto Clinico Villa Aprica - è una situazione ormonale conseguente alla cessazione dell’attività ovarica, quindi alla carenza degli ormoni femminili (estrogeni). Si verifica tra i 48 e i 52 anni, progressivamente, a meno che la paziente abbia dovuto sottoporsi a un intervento di asportazione delle ovaie o a una chemioterapia, che ne abbiano azzerato completamente la funzione. Viene preannunciata da segnali quali accorciamento o allungamento del ritmo mestruale, variabilità del flusso emancanza di ovulazione. Ma questi fenomeni vasomotori (vampate di calore) rappresentano solo l’apice delle alterazioni; si parla di Sindrome dismetabolica, tipica della menopausa, caratterizzata da: instabilità emotiva e insonnia; ridotta tolleranza glicemica; aumento di peso (mediamente 3-5 kg); ridotto trofismo/elasticità vaginale; aumento del rischio cardiovascolare; osteoporosi e cistiti recidivanti”. 

“Mentre i disturbi soggettivi sono più fastidiosi - prosegue - quelli metabolici rivestono un ruolo potenzialmente pericoloso. È indispensabile quindi intraprendere una serie di misure preventive quali: un regime dietetico adeguato (riduzione di calorie totali, carboidrati, grassi e assunzione di alimenti ricchi di calcio); attività fisica regolare; stop al fumo; regolazione dell’intestino e terapia ormonale sostitutiva. Purtroppo in Italia, riguardo a quest’ultima, permangono notevoli resistenze, quasi tutte ingiustificate. Si attua con farmaci estrogenici o con modulatori dei recettori degli estrogeni (SERM), che possono avere azioni e indicazioni diverse.

La terapia sostitutiva, adottata in tutto il mondo, non favorisce l’insorgenza di tumori e presenta scarse controindicazioni, verificabili con alcuni esami ematochimici, un’ecografia pelvica transvaginale e una mammografia. È dimostrato che, a distanza di 10 anni dalla menopausa, i problemi medici anche molto gravi (es. infarti cardiaci, ictus) sono molto più frequenti nelle donne che non assumono una terapia sostitutiva rispetto a quelle che la seguono o l’hanno seguita. Per chi presenta reali controindicazioni, è consigliabile ricorrere a prodotti contenenti integratori, a farmaci a debolissima attività ormonale (es. fitoestrogeni) o a terapie locali che favoriscano una buona elasticità della mucosa vaginale.

Un aspetto spesso trascurato è quello del dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), che rischia di minare l’armonia di coppia, annullando i momenti di intimità. Un altro problema è la batteriuria (presenza di batteri nelle urine), accompagnata da scarsi sintomi o nessuno. Questa va trattata solo con derivati del mirtillo rosso e/o con D-mannosio e simili. La batteriuria necessita di terapia antibiotica solo in caso di ematuria o piuria (presenza di sangue nelle urine o pus) o febbre”. 

“Alcuni antibiotici - conclude il dottor Riva – inoltre alterano la flora batterica intestinale portando a resistenze batteriche molto pericolose. Altre esigenze, come il controllo della pressione o l’osteoporosi, saranno trattate dagli specialisti, in collaborazione con il ginecologo e il medico di medicina generale”. 

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