Trapianti di cornea: alta chirurgia oculistica sempre più tecnologica e di precisione

La cornea, la parte anteriore del bulbo oculare, è una membrana trasparente priva di vasi che costituisce la più importante «lente naturale» dell’occhio. Se perde la sua trasparenza, lì dove non sono possibili trattamenti conservativi, occorre affidarsi al chirurgo oftalmologo per una chirurgia corneale che utilizzi procedure del terzo millennio come la Dalk (Deep Anterior Lamellar Keratoplasty), Dlk (Deep Lamellar Keratoplasty), Dsek (Descemet Stripping Endothelial Keratoplasty), Dmek (Descemet Membrane Endothelial Keratoplasty) e Pk (penetrating keratoplasty).

Queste non sono solo «sigle» ma sofisticati interventi sulla cornea, nelle mani di pochi chirurghi in Italia come spiega il dottor Giuseppe Perone, Maestro dell’Oftalmologia Italiana, membro del consiglio direttivo dell’Associazione Italiana di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva e Responsabile dell’Oculistica di Villa Aprica: “Con queste tecniche è possibile sostituire non più solo il tessuto corneale nel suo intero spessore, poco più di 500 micron, ma anche alcune sue componenti. Queste delicate e infinitesime strutture della cornea, in alcuni casi di pochissimi micron di spessore, sono diventate manipolabili grazie alle nuove tecnologie chirurgiche. Nelle tecniche come la Dalk e la Dlk si vanno a sostituire gli strati più superficiali della cornea (epitelio, Bowman e stroma) e con le tecniche Dsek e Dmek quelli più interni (endotelio e Descemet), mentre con la cheratoplastica perforante si sostituisce la cornea in toto”.

La difficoltà di queste tecniche è evidente: in questi casi la scuola, la passione, l’esperienza fanno la differenza. Giuseppe Perone si è formato presso l’Università di Pavia, dove è professore, anche grazie alla passione trasferitagli dal suo maestro, il Professor Trimarchi. La formazione all’interno della tradizione italiana ha portato Perone ad essere tra i primi ad eseguire la chirurgia corneale con il femtolaser nel 2004 e ad essere il primo ad eseguire un trapianto di cornea con femtolaser con anestesia topica.

«Diverse patologie possono beneficiare di queste procedure chirurgiche, anche se quella più diffusa è il cheratocono - spiega Perone -. Si tratta di una malattia che comporta un progressivo sfiancamento della cornea di cui non si sono individuate con esattezza le cause. Altre patologie che trovano risoluzione in queste tecniche sono la cheratopatia bollosa, conseguenza di una sofferenza dello strato più interno della cornea, e l’endotelio corneale, esiti di eventi traumatici o complicanze di infezioni. La chirurgia corneale che pratichiamo oggi si è evoluta grazie al progresso tecnologico e ci permette una gestione del paziente più adatta alle sue specifiche necessità. Non solo si è ridotta l’aggressività chirurgica con interventi mirati allo strato malato ma si tende, nel complesso, a conseguire la migliore visione possibile per ogni paziente, con interventi studiati su misura e dal decorso postoperatorio più rapido».

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