Tumore e mente: quando la forza di combattere è un grande aiuto

Il cancro, dal momento che arriva senza desiderarlo, potrebbe diventare un’opportunità di vedere la vita sotto altri aspetti e soprattutto un’opportunità di cercare dentro di noi la forza e la volontà che forse non si pensava di avere. Questo afferma la dottoressa Doris Mascheroni, responsabile dell’U.O. di Medicina generale e Attività di cure Sub-acuti dell’Istituto Clinico Villa Aprica. 

“La Pnei (Psiconeuroendocrinoimmunologia) - spiega - è una disciplina che si occupa delle relazioni tra psiche e sistemi di regolazione fisiologica che costituiscono l'organismo. Le citochine, mediatori della nostra risposta immunitaria, influenzano i circuiti del cervello al fine di aumentarla. A volte, l’informazione che giunge alla nostra mente non è costituita da un concetto, ma da una situazione particolarmente difficile da razionalizzare: è qui che si parla di stress. Anche le cellule immunitarie possono essere il bersaglio dei messaggi nervosi: la troppa tensione, lo stress, possono ridurre la resistenza immunitaria e causare gastrite, cefalea, insonnia, con riduzione di reattività e resistenza a malattie più gravi come i tumori. Senza contare che spesso lo stress favorisce comportamenti non salutari (es. chi è nervoso fuma di più) che aggravano le condizioni di salute. Quindi, la mente da un lato può condurci a favorire la malattia con il nostro stile di vita sbagliato e dall’altro può aggravare la situazione indebolendo le nostre difese naturali, qualora stress e pensieri negativi prevarichino la voglia di combattere, di reagire e di collaborare con il personale sanitario. L’ottimismo non deve però diventare un boomerang per pazienti e familiari, né favorire l’illusione che tutto sia nelle mani del medico o dei farmaci”. “Riscoprire dentro di sé la forza, la volontà di combattere e la speranza che il cancro possa essere mandato in remissione - conclude Mascheroni - è un dono che dobbiamo augurarci di poter avere”.

X